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INTERROGAZIONE PIAZZA KENNEDY: QUALI METODI ADOTTATI?

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PIAZZA KENNEDY QUALI METODI ADOTTATI?

Premesso che: 

il Movimento Civico CambieRà ritiene la valorizzazione del patrimonio culturale ed archeologico fondamentale per la ripresa e l’arricchimento culturale, economico, commerciale e turistico di tutta la comunità.

Considerato che: 

il sindaco Michele De Pascale dichiara sul Resto del Carlino che “lo scavo archeologico  è stato utile per prendere delle informazioni ” ma “quello che è emerso sotto la piazza è certamente di interesse ma non ha le caratteristiche per poter diventare un nuovo sito culturale. L’idea vincente sarà quella di asportare parte dei reperti e musealizzarli  dentro Palazzo Rasponi e ricoprire lo scavo con materiale amovibile…”.

E che: 

già in precedenza per piazza Anita Garibaldi e per piazza Andrea Costa, ove i cassonetti sotterranei erano prioritari rispetto alla nostra storia, si è preferito tombare e neanche effettuare rilievi a priori per poter cementificare liberamente.

Visto che: 

ad oggi pare che il Comune di Ravenna non possieda ancora la “Carta delle potenzialità archeologiche”, la quale consentirebbe la pianificazione urbanistica della città e del forese esercitando un’efficace tutela e conoscenza del bene archeologico. Essa è la mappa di quanto resta del nostro passato nel sottosuolo ravennate e consente la gestione e la tutela del bene archeologico condivisa tra la Sovrintendenza per i Beni Archeologici  ed il Comune attraverso l’interpolazione di una serie di studi ed informazioni scientifiche, archeologiche, geomorfologiche e storiche disponibili, individuando, attraverso una classificazione, le aree urbane e extraurbane dove sono presenti i resti del nostro passato. La presenza di una “Carta delle potenzialità archeologiche” permetterebbe alle Soprintendenze di non dover intervenire sempre e solo in situazioni di scavi in emergenza ed alle amministrazioni comunali ed a quanti operano sul territorio, di pianificare e programmare gli interventi edilizi.

Visto inoltre che:

Con delibera del 3 marzo 2014 la Giunta Regionale Emilia Romagna ha approvato, in base all’art.10 dell’Accordo tra la Regione stessa, il Ministero per i beni e le attività culturali e le Associazioni delle autonomie locali, siglato in data 9 ottobre 2003, le “Linee Guida per l’elaborazione della Carta delle Potenzialità Archeologiche del territorio” con le quali viene indicata la metodologia condivisa tra la Regione, il Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo (MiBACT), la Sorpintendenza per i beni archeologici dell’Emilia Romagna, la Direzione Regionale del MiBACT, il Servizio Regionale Geologico e sismico e l’Istituto per i beni Artistici, Culturali e Naturali (IBACN).

E che: 

esistono, inoltre, vari metodi di ricerca non invasiva che tendono a non modificare la situazione esistente, per conoscere in anticipo che cosa riservi il sottosuolo a partire da eventuali tracciati di linee elettriche, di reti fognarie e idriche fino ad arrivare ai reperti archeologici, quale ad esempio il georadar.

Il georadar è un sistema di indagine del sottosuolo nell’ambito delle prospezioni geofisiche per l’archeologia basato sulla riflessione delle onde elettromagnetiche con frequenza compresa tra 10 e 2000 MHz. Questo efficace e versatile strumento per le prospezioni geofisiche utilizza un’antenna trasmittente che invia degli impulsi elettromagnetici ad alta frequenza (radio frequenze) nel sottosuolo ed una antenna ricevente che registra in superficie il tempo e l’intensità di eventuali riflessioni del segnale causate da discontinuità intercettate durante il suo percorso. Il tempo che intercorre tra l’emissione e la registrazione del segnale di ritorno fornisce informazioni assai dettagliate sulla consistenza e la profondità a cui si trovano le strutture od i reperti sepolti. Le riflessioni degli impulsi elettromagnetici inviati dal georadar sono causate dal cambiamento delle proprietà elettriche del sottosuolo, dalla variazione del contenuto d’acqua e da cambiamenti litostratigrafici. In particolare, nel caso della prospezione georadar per scopi archeologici, le riflessioni possono essere prodotte da strutture, da vuoti presenti nel terreno (ipogei, cunicoli), da elementi metallici e superfici di contatto tra strati differenti. I programmi di post-processing permettono di realizzare le cosiddette time slices, ovvero delle mappe di anomalie e delle stime di volumi a diverse profondità. Il metodo è assai indicato per l’individuazione di strutture murarie, sepolture, vuoti sotterranei, individuazione di stratigrafie sepolte.

Prendendo atto purtroppo inoltre che:

anche il cantiere del mercato coperto sta subendo già 3 o 4 mesi di ritardo sulla tabella di marcia a causa di rallentamenti voluti dalla Soprintendenza per il ritrovamento di reperti archeologici, poi considerati suppellettili di poco conto.

SI INTERROGA LA S.V. PER SAPERE: 

–           A che punto siamo con la predisposizione della Carta delle Potenzialità Archeologiche di Ravenna, diventata ormai indispensabile, onde evitare scavi inutili e dannosi, e per la quale nel 2014 venne indetto addirittura un bando, con stanziamento di circa €. 21.000,00 per la formazione di una squadra di esperti ad essa adibita?

–           Per quanto riguarda Piazza Kennedy nello specifico, è stata effettuata una rilevazione preventiva di tutta la superficie dell’area tramite l’utilizzo di strumenti non invasivi come, appunto, il georadar?

–           Quali sono gli eventuali risultati tecnici ottenuti preventivamente per la Piazza Kennedy tanto da portare allo scavo per poi richiuderlo come non rilevante?

–           Qualora non si siano effettuati questi rilevamenti tecnici importanti, si ha intenzione di porre rimedio prima di richiudere tutto, affichè si possa conoscere con certezza a cosa si sta rinunciando?

 

INTERROGAZIONE PARCHEGGIO DENTRO LA PINETA TERME DI PUNTA MARINA

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TERME DI PUNTA MARINA – PARCHEGGIO DENTRO LA PINETA 

PREMESSO CHE:

E’ apparso sulla stampa che il parcheggio delle terme di Punta Marina all’interno della pineta abbia avuto le necessarie autorizzazioni.

DATO ATTO CHE :

nel 2012 la proprietà delle Terme di Punta Marina fece richiesta al Comune di Ravenna di un permesso di ampliamento del parcheggio adiacente la struttura, sfruttando la pineta;

tale richiesta non venne accolta in quanto i riferimenti normativi e paesaggistici dell’epoca non lo consentivano

CONSIDERATO CHE:

nel luglio 2016 la proprietà delle Terme di Punta Marina, a seguito della norma inserita nel  RUE, in particolare del comma 3 dell’art. IV – 3.8, presenta nuovamente una richiesta di ampliamento del proprio parcheggio all’interno della pineta

E CHE:

anche tale richiesta viene bocciata

VISTO CHE:

E’ attualmente in essere una pratica di “ compatibilità ambientale “ ( in pratica una sanatoria) sulla quale il 24 ottobre 2016 la Commissione C.Q.A.P. si esprime negativamente – benché in maniera non vincolante – affermando: “omissis (…) la commissione, ricordando che l’area in oggetto si colloca inequivocabilmente all’interno riserva naturale pineta di Ravenna esprime parere negativo, in quanto la realizzazione del parcheggio altera la continuità morfologica e paesaggistica della suddetta pineta”

PRESO ATTO CHE:

il parcheggio, in barba ad ogni bocciatura e parere negativo, è perfettamente esistente ed utilizzato pur senza alcun apparente autorizzazione definitiva

E CHE:

la Forestale di Ravenna pare sia l’unico Ente ad essersi al momento espresso favorevolmente alla question

SI CHIEDE

1) se il Comune di Ravenna abbia rilasciato regolare autorizzazione per l’ampliamento del parcheggio delle Terme di Punta Marina all’interno della pineta e quali siano i riferimenti di detta autorizzazione

2) In caso negativo , quale sia l’orientamento della giunta comunale in merito all’eventuale sanatoria del parcheggio all’interno della pineta

ORDINE DEL GIORNO IAT DIFFUSI: APPROVATO IL 14 FEBBRAIO 2017

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PROGETTO PER LA CREAZIONE DI UFFICI INFORMAZIONE ED ACCOGLIENZA DIFFUSI NEL COMUNE DI RAVENNA

Premesso che:

–           Ravenna ospita nel suo territorio ben 8 siti Unesco, patrimonio mondiale dell’umanità;

–           Ravenna per estensione è il secondo Comune più vasto d’Italia dopo Roma e per questo offre prodotti turistici molto vari: dalle valli e pinete alla città d’arte, passando per il mare per poi tuffarsi in un ambiente di campagna, il tutto accompagnato da possibili percorsi enogastronomici di altissimo livello.

–           Ravenna rappresenta una delle città dal più alto potenziale turistico regionale e nazionale.

Considerato che:

–           A Ravenna l’Ufficio Informazione ed Accoglienza Turistica (IAT) è sito solamente in Piazza San Francesco, nel pieno centro storico, oppure a fianco del Mausoleo di Teodorico, pertanto non immediatamente raggiungibile da parte di un eventuale turista che non conosce la città;

–           La segnaletica stradale della città in ingresso dall’anello tangenziale esterno, necessitando di interventi in termini di riorganizzazione e revisione, potrebbe porre il turista, sprovvisto di navigatore elettronico, in condizione di doversi fermare ripetutamente a chiedere informazioni ai passanti od ai vari commercianti cittadini;

–           L’accoglienza è un atteggiamento della persona, pertanto qualsiasi progetto che abbia questo tema deve avere a che fare con la persona, la quale, oltre a dover instaurare un rapporto empatico con qualsiasi interlocutore, in ambito turistico dovrebbe essere in grado di regalare esperienze positive, trattare il turista come un ospite possibilmente grazie anche alla conoscenza della sua lingua, o di una lingua comune e, ultimo ma non ultimo, lasciare un buon ricordo.

Preso atto che:

–           Nel 2014 Ravenna Incoming, in collaborazione con l’Ufficio Comunale del Turismo, nell’ambito della candidatura di Ravenna Capitale della Cultura 2019, aveva accolto un progetto riminese  mirato alla creazione di IAT diffusi sul territorio coinvolgendo anche le varie associazioni di categoria, con lo scopo di diffondere il valore dell’accoglienza in vista del percorso di candidatura che la città si accingeva ad intraprendere. Tale progetto aveva come obiettivo quello di creare una rete di punti info/accoglienza gestiti da imprese private che volontariamente potevano accedere al percorso di formazione ed essere quindi accreditate dal Comune di Ravenna a svolgere il servizio ed ottenere per il loro esercizio il riconoscimento di punto informativo “Io Info” riconoscibile anche attraverso specifici strumenti grafici come totem, vetrofanie o adesivi rappresentanti l’immagine del cittadino formato a questo scopo (vedi foto allegata).

–           L’accreditamento al progetto delle aziende private prevedeva:

  • l’acquisizione di competenze necessarie per la gestione dei servizi di accoglienza ed informazione turistica tramite la partecipazione ad un percorso formativo tenuto da esperti del settore;
  • l’acquisizione dell’inglese di base, volto all’aumentare la capacità di fornire piccole informazioni in lingua;
  • la disponibilità di strumenti tecnologici, nonché collegamento internet per poter usufruire dei servizi web in continua connessione con gli IAT principali, nonché per poter ricevere gli aggiornamenti dedicati;

–           La nuova Legge Regionale 25 marzo 2016 n.4 prevede la costituzione della “Destinazione Romagna” composta dalle province di Ravenna, Forlì/Cesena,  Rimini e Ferrara e quindi sarebbe opportuno iniziare un percorso comune anche dal punto di vista dell’accoglienza: in particolar modo negli articoli 4 e 7 della stessa legge si evince come la Regione Emilia Romagna spinga sulla promozione turistica e sull’accoglienza anche attraverso potenziali finanziamenti.

Preso atto inoltre che:

–           Mentre Rimini e Cervia hanno effettuato numerose edizioni di questi percorsi formativi, ottenendo parecchia partecipazione ed entusiasmo da parte della cittadinanza e feedback molto positivi da parte dei turisti, Ravenna è rimasta ferma al primo, tra l’altro senza nemmeno concludere completamente il progetto iniziato, in quanto i corsi sono stati effettuati, ma poi è venuta a mancare tutta la parte successiva all’ottenimento dell’attestato da parte dell’esercente, ovvero la fornitura del materiale propagandistico “Io Info”, quali i totem, le vetrofanie o gli adesivi personalizzati, in aggiunta ad una situazione di stallo ed un immobilismo per quanto riguarda la successiva formazione in aggiornamento.

–           Il progetto, nato a Rimini nel 2013, poi allargato in via sperimentale a Cervia e Ravenna richiedeva un investimento piuttosto contenuto, in quanto, per un’edizione rivolta a 25 operatori nel territorio, il costo fu di circa €. 7.000,00.

Visto che:

–           oltre a Cervia e Rimini, già abbondantemente avviate alla formazione ed al mantenimento di questa rete collettiva e connettiva si aggiunge anche il comune di Cesena, il cui sindaco, a maggio 2016, ha consegnato ad 82 operatori cittadini (bar, ristoranti, edicole, distributori di carburante) attestati di frequenza ufficiali per aver aderito al progetto degli IAT diffusi;

Si chiede:

  • Di istituire nuovamente questo percorso formativo volontario rivolto alle piccole imprese private quali, ad esempio, bar, edicole, distributori di carburante, piadinerie ecc. sulla base del progetto già avviato nel 2014, definendo esigenze e requisiti necessari al miglioramento dell’accoglienza turistica cittadina.
  • Di realizzare tale percorso formativo in un’ottica più ampia rispetto alla formazione classica basata sulle conoscenze cittadine, in funzione, appunto, dalla nuova realtà denominata Destinazione Romagna.
  • Di impegnare il Sindaco e l’Assessore di competenza alla realizzazione di questo percorso,  portando l’istanza anche ai tavoli regionali.
  • Di prevedere, per gli aderenti, un sistema premiante/valorizzante, mirato al riconoscimento, da parte del Comune di Ravenna, del servizio svolto, nonché prevedere la consegna di totem e vetrofanie caratterizzanti i nuovi IAT diffusi.
  • Di prevedere, da parte del Comune, un sistema ispettivo e di rigido controllo, sulla qualità del servizio svolto dagli operatori aderenti all’iniziativa.

 

 

Samantha Tardi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALLEGATO  ESEMPIO DI TOTEM “IO INFO” CON FOTO DELL’ESERCENTE, DESCRIZIONE E NOME DELL’ESERCIZIO COMMERCIALE.

 

 

NUOVO ORDINE DEL GIORNO APPROVATO! IL SECONDO IN POCHI MESI

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Nel pomeriggio di ieri, 14 febbraio 2017, si è svolto, come di consueto, il Consiglio Comunale, durante il quale il Movimento Civico CambieRà ha avuto modo di prendersi le proprie, piuttosto meritate, soddisfazioni.

Innanzitutto siamo finalmente riusciti, dopo diversi mesi dalla sua approvazione unanime, a farci dire con certezza dall’Assessore Fagnani la data definitiva a partire dalla quale i possessori di auto ibride potranno rivolgersi al Comando di Polizia Municipale per ottenere i permessi sia per poter parcheggiare nelle strisce blu (gratuitamente), sia per poter passare liberamente dalle zone ZTL (con un costo annuo di 20 Euro), ovvero il 6 marzo 2017.

Dopo di che, con immensa soddisfazione, abbiamo visto approvare, anch’esso all’unanimità, un nuovo ordine del giorno, portato in discussione dalla consigliera Tardi, a tema turistico, che prevede l’istituzione di una rete di IAT – Uffici di Informazione e Accoglienza Turistica – diffusi in tutto il territorio comunale coinvolgendo gli esercenti di Ravenna, soprattutto coloro che sono nella prima periferia della città.

Questa nostra proposta, oltre ad avere un carattere prettamente tecnico-turistico, vuole essere uno strumento per poter aumentare il senso di appartenenza cittadina anche in quegli esercenti che, per questioni di dislocazione sul territorio, spesso possono sentirsi trascurati rispetto ai soliti sempre molto menzionati operatori del centro storico.

L’accoglienza, infatti,  è un atteggiamento della persona, pertanto qualsiasi progetto che abbia questo tema deve avere a che fare con la persona, la quale, oltre a dover instaurare un rapporto empatico con qualsiasi interlocutore, in ambito turistico dovrebbe essere in grado di regalare esperienze positive, trattare il turista come un ospite possibilmente grazie anche alla conoscenza della sua lingua, o di una lingua comune e, ultimo ma non ultimo, lasciare un buon ricordo.

A nostro avviso la diffusione della cultura turistica in città, aumentando nelle persone comuni il senso di accoglienza e ricettività, potrà divenire un biglietto da visita di maggior rilievo in un ottica di sviluppo ed incremento turistico della nostra destinazione e soprattutto in funzione anche di una realtà maggiore quale la Destinazione Romagna.

Siamo quindi lieti di poter affermare che già nei prossimi giorni verranno discussi i dettagli per l’avvio del progetto in una Commissione Consiliare dedicata e ci auguriamo di riuscire a coinvolgere tutti gli attori, soprattutto le Associazioni di Categoria, per la sua buona riuscita.

Doveroso da parte nostra affermare di aver incontrato propositività e disponibilità da parte dei vari gruppi consiliari di maggioranza nel valutare proposte provenienti dall’opposizione e ribadiamo come sia necessario rimanere lucidi e mai prevenuti sui temi discussi in consiglio, in quanto, è bene ricordare, le buone idee non hanno mai colore.

AIRBNB E I SUOI FRATELLI: UN’OPPORTUNITA’ FUTURA, CHE AL MOMENTO RAPPRESENTA MOLTO ALTRO

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Si è svolto nel pomeriggio di ieri il convegno organizzato da CNA intitolato “Airbnb e i suoi fratelli: la ricettività ai tempi di internet”, durante il quale si è sviscerato l’argomento ricettività e di come essa si sia dovuta profondamente adattare velocemente alle nuove linee dettate dal web e dalla new generation 2.0.

Lo scopo del convegno era quello di poter avvicinare, tramite il dibattito, la vecchia e la nuova categoria di ricezione turistica, senza polemiche e senza discussioni, semplicemente per trovare insieme una via per la convivenza strutturata ed integrata delle due offerte.

I numeri di Airbnb sono innegabilmente spaventosi: solo nella giornata del 1 gennaio 2017, due milioni di persone nel mondo hanno pernottato in un alloggio gestito dal portale, pertanto risulta evidente quanta potenza abbia acquisito questo tipo di scelta rispetto alle classiche proposte alberghiere ed extra alberghiere.

Dagli interventi di ieri è stato subito evidente che il taglio dato alla discussione era molto più mirato alla dimostrazione delle opportunità future dettate da un’integrazione tra le parti, rispetto alle attuali criticità. Airbnb, per esempio, al momento è detentore di una serie di dati statistici sugli arrivi e sulle permanenze nel territorio, nonché di dati sui volumi di affari, che non rientrano in nessun modo nei calcoli istituzionali – pensiamo quindi a quanto possano essere sfalsate al momento le valutazioni che ne derivano.

Airbnb, inoltre, potrebbe essere un canale perfetto per aumentare la conoscenza e migliorare la reputazione della destinazione, tramite campagne marketing dedicate proprio a quel tipo di pubblico – l’Assessore Costantini, infatti, intervenendo dalla platea, ha chiesto a Tommasi, responsabile delle relazioni di Airbnb, se fosse possibile conoscere quanto tempo prima gli utenti prenotano sul portale, per poterne studiare azioni mirate di promo commercializzazione.

In tutto questo entusiasmo da progetti di ampio respiro, qua e là è stata delicatamente toccata la questione più spinosa che in questo momento, però, rappresenta la realtà dei fatti: la totale e completa assenza di norme e regole che permetta agli imprenditori del settore di non sentirsi presi completamente in giro dalle stesse Istituzioni, le quali consentono liberamente, a chiunque, di potersi improvvisare ricettore turistico, senza alcun obbligo né fiscale né imprenditoriale,  in barba a chi soffoca di burocrazie ed imposte ogni mese.

Tra tutti gli interventi fatti, quello dell’Assessore Regionale Corsini è stato il più mirato ed il più equilibrato rispetto al problema: la regione Emilia Romagna sta lavorando ad una bozza di protocollo d’intesa con Airbnb, in quanto è fortemente necessario che le regioni, ma soprattutto il governo centrale, inizino ad occuparsi seriamente della questione.

La questione, appunto, necessita di trasparenza, legalità, collaborazione tra le parti, sia per l’ottenimento di tutti i dati statistici necessari, sia per l’applicazione di norme fiscali chiare e, non ultima, una regolamentazione in termini di sicurezza – si pensi ai problemi di terrorismo internazionale e di quanto questi sistemi, così come gestiti ad oggi, rappresentino un aiuto incredibile per i balordi di potersi nascondere ed alloggiare nell’anonimato.

Secondo l’Assessore Corsini il fenomeno non va demonizzato: esso non crea concorrenza, ma solo nel momento in cui vengono stabilite regole chiare.

Altro punto spinoso è dettato dalla tassa di soggiorno, la quale viene totalmente bypassata dai sistemi di Sharing Economy, creando differenze enormi tra le varie categorie, nonché determinando ammanchi notevoli nelle casse comunali.

Potremmo proseguire, inoltre, menzionando tutti quegli obblighi a cui un albergatore è sottoposto prima di poter somministrare il proprio servizio: apertura di partita iva, hccp per somministrazione alimenti, condizioni igieniche rigide, regolarità degli impianti antincendio, obblighi di comunicazione regolare dei dati degli ospiti alla questura per la sicurezza pubblica, emissione di fatture e ricevute ai clienti per documentare gli introiti, obbligo di assunzione regolare dei dipendenti, ecc.

Tutto questo al momento su portali come Airbnb non è richiesto, come non è richiesta l’apertura di partita iva, ergo diventa utopico e pretenzioso chiedere alla categoria alberghiera, ed extra alberghiera in regola, di non demonizzare il fenomeno.

Riteniamo, quindi, che sia prioritario, oltre ogni ragionamento postumo, istituire un tavolo di confronto immediato tra Comune, Regione e stakeholders per l’istituzione di un regolamento legislativo e normativo chiaro, ma soprattutto equilibrato, affinché non siano sempre i soliti a dover pagare: o rigidità eccessiva per tutti, o alleggerimento delle norme per chi già ne è sottoposto ed inserimento delle stesse anche ai nuovi imprenditori ricettivi 2.0.

Siccome le scale si devono percorrere un gradino alla volta, e per arrivare in cima si deve sempre partire dal primo gradino, sarebbe quindi opportuno che le Associazioni di Categoria si muovessero in questo senso con una discreta urgenza, piuttosto che soffermarsi sugli entusiasmi di quello che potrebbe essere – sviluppo economico sociale, nonché potenziale aumento di associati –  ma allo stato attuale, chiaramente, NON E’.

PRONTO SOCCORSO: Incomprensibile l’organizzazione del lavoro e della struttura

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Il Resto del Carlino del 4 febbraio riporta la lettera scritta da un lettore che ha trascorso otto ore in attesa al Pronto Soccorso dell’Ospedale cittadino.

Quel lettore ha ragione da vendere quando scrive di una “incomprensibile organizzazione”, ma ha anche torto, per il semplice fatto che una organizzazione pare non esista.

L’impressione che investe chi vi arriva senza essere coinvolto in prima persona, è che al Pronto Soccorso si navighi a vista, senza tener conto delle tante variabili che rendono ogni richiesta di prestazione sanitaria un evento unico.

Ed è proprio questo il problema che da ragione della mancanza di organizzazione: non avere previsione della singolarità di ogni caso e non avere consapevolezza che ogni presa in cura deve essere individuale.

Si vuole dire che in un Pronto Soccorso si dovrebbero curare il singolo paziente e non gruppi di patologie mescolate tra loro.

Questo significa che il c.d. “triage” deve essere la base dell’organizzazione; non averne uno efficiente, efficace, competente e rapido, equivale al fallimento di tutta la catena organizzativa.

Otto ore passate per potere giungere alla definizione di un caso non rappresentano un’eccezione. Questo dipende, in buona parte, dalla mancanza di un’appropriata accoglienza, che apra percorsi di presa in carico differenziate.

Tutto ciò, tuttavia, non è realizzabile se non si dispone di adeguate risorse umane, almeno nei periodi di noto aumento degli accessi.

Poiché il Pronto Soccorso è uno dei “biglietti da visita” dell’Ospedale, le risorse umane sarebbe necessario, non solo chiederle, ma pretenderle, battendo i pugni sul tavolo, se necessario, ed informando le autorità preposte circa le conseguenze di una voce inascoltata.

Altrimenti la conseguenza sarà, almeno sino a che il Pronto Soccorso di Ravenna continuerà ad  essere l’unica struttura sanitaria pubblica ad assicurare prestazioni H24, indipendentemente dall’appropriatezza delle richieste, le otto ore d’attesa saranno la regola.

Michela Guerra

CASO DEL TRASPORTO SANGUE: GLI APPALTI AL RIBASSO SONO UN DANNO PER TUTTE LE CATEGORIE DI LAVORATORI

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Raccogliamo la segnalazione di un cittadino, il quale ci racconta, dal suo punto di vista, cosa accade all’interno delle realtà ospedaliere, soprattutto per quanto riguarda gli appalti, purtroppo sempre più spesso “al ribasso” economico, determinando un calo drastico della qualità del servizio.

La segnalazione esordisce affermando che sarebbe il caso che tutte le forze politiche dovrebbero farsi carico del problema.

“Per quello che è la mia esperienza, che rappresenta un punto di vista incompleto ma ben rappresentativo della realtà” afferma “posso testimoniare che la situazione appalti è da rivedere seriamente. Essendo io parte in causa, ho notato che l’assegnazione di gare con sconti folli, ha portato a forti carenze per ciò che riguarda la qualità dei servizi. In una struttura ospedaliera, questo si traduce in un disagio per l’utenza, dovuto a ritardi e qualità dei lavori, oltre che a sprechi di denaro dovuti a costi iniziali ridotti ma che a medio e lungo termine diventano esorbitanti.”

Rimarca poi: “Riassumendo, si ha questo quadro: aziende che tardano nella retribuzione dei dipendenti già sotto organico; materiali scadenti, ritardi nei lavori, spada di Damocle sui dipendenti stessi ad ogni gara, in quanto non tutelati da una continuità contrattuale, disagi per chi usufruisce delle strutture sanitarie! In tutto ciò i sindacati non sono mai intervenuti!”

“Credo che” – conclude –  “se non si risolvono questi problemi con una certa priorità, ci porteremo sempre dietro un peso fatto di burocrazia, tasse a dismisura ed una moltitudine di persone inutili da retribuire”.

Ci affianchiamo anche noi, quindi, a questa segnalazione per far nuovamente notare che è assolutamente inaccettabile la speculazione sulla pelle delle persone, ricercando il massimo risparmio in ogni situazione, inficiando gravemente sulla qualità dei servizi che, fino a poco tempo fa, caratterizzavano la nostra Regione.

 

 

ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI: LA NOSTRA ATTENZIONE E’ SEMPRE STATA ALTA, AL DI LA’ DELLE ONDE MEDIATICHE

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Ravenna, 3 febbraio 2017

 

Già dalla campagna elettorale, durante la visita di Michela Guerra, allora candidata sindaco, all’Accademia delle Belle Arti di Ravenna avevamo avuto modo di colloquiare con la dirigenza e di capire le problematiche che l’Istituto affronta quotidianamente da tempo immemore.

Durante questi primi mesi di mandato, come gruppo consiliare di opposizione, non ci siamo affatto dimenticati di quanto raccontatoci, infatti ci siamo prodigati nell’eseguire accertamenti su più frangenti, per poi arrivare all’interrogazione depositata l’11 gennaio scorso – prima, quindi, della famosa lettera dello studente tedesco che ha scatenato le attenzioni di tutti – riguardante l’ingente somma annua che il Comune di Ravenna sborsa all’INPS, proprietaria dell’immobile di Via delle Industrie, sede dell’Accademia, “sine titulo”, ovvero clamorosamente senza contratto o altro atto scritto di locazione o occupazione a norma di legge (interrogazione che andrà in discussione nel prossimo Consiglio Comunale del 7 febbraio).

Tale somma, che supera i 180.000 Euro annui, esce dalle casse comunali per il mantenimento di una sede che, allo stato attuale, a causa – o per meglio dire – grazie, all’aumento delle iscrizioni, non è più idonea e sufficiente al mantenimento qualitativo dell’offerta formativa, sia perché la struttura meriterebbe importanti ristrutturazioni, sia perché, pur godendo di ampi locali, essi non sono più assolutamente sufficienti per ospitare tutti gli alunni.

Nel pomeriggio di ieri anche noi di CambieRà, come molti altri colleghi in questi giorni, siamo andati nuovamente in visita all’Accademia ed abbiamo potuto constatare ancora una volta la preziosità degli studi che questi ragazzi, provenienti da tutta Italia fino ad arrivare a Cina ed Iran, svolgono, e quanto potenziale questi ragazzi rappresentano in termini di sviluppo culturale, turistico e produttivo.

Tenendo conto che non è così semplice organizzare uno spostamento di un Istituto intero senza inficiare, appunto, sugli standard che attualmente hanno a disposizione in termini di spazi – correndo quindi il rischio di spostarli sì in un palazzo esteticamente più bello, ma molto meno funzionale rispetto al precedente, rischiando di provocare di fatto un danno ingente – riteniamo che sarebbe già un ottimo passo avanti quello di lavorare sul miglioramento dell’attuale sede in termini strutturali ed infrastrutturali.

E’ fortemente sentita la mancanza di una fermata bus davanti all’Accademia, con passaggi frequenti da e per la stazione; è fortemente sentita la mancanza di una sala mensa interna attrezzata che possa compensare alla lontananza dal centro e dai principali locali in cui poter pranzare (attualmente i ragazzi vanno a far spesa al supermercato accanto); è fortemente sentita la mancanza di un’area di accoglienza e gestione amministrativa, come ad esempio una vera e propria aula magna, una segreteria e un paio di uffici; è fortemente sentito l’abbandono da parte delle Istituzioni in termini di coinvolgimento dell’Accademia soprattutto per quanto riguarda festival e/o mostre, ma soprattutto è fortemente sentita la totale mancanza di visione d’insieme di quella che può essere la forza motrice che il lavoro degli accademici può offrire alla città.

In questi giorni tutte le forze politiche si sono mosse ed interessate al problema, maggioranza compresa.

Peccato, però, che fare finta di cadere dal pero quando tali condizioni sono esattamente il risultato di decenni di menefreghismo politico (della stessa maggioranza odierna) per quanto riguarda la volontà di investire sul settore artistico-culturale, lo riteniamo piuttosto ipocrita.

Durante gli anni in cui si lottava per la valorizzazione dell’Università nella nostra città, l’Accademia venne lasciata all’angolo in quanto appunto non appartenente alla categoria degli Atenei e tale errore venne commesso sempre da coloro che oggi sono al governo; singolare quindi vedere come, ad oggi, siano tutti pronti a fare visite di gruppo e plausi ai giovani talenti, come se si accorgessero solo ora che Ravenna ospita una delle cinque Accademie più antiche d’Italia.

Riteniamo inoltre che possa essere rischioso in questo momento il processo di statalizzazione della stessa, rendendola quindi indipendente dall’Università di Bologna, in quanto l’Istituto non sarebbe assolutamente in grado di auto sostenersi e di rimanere in vita, date le condizioni in cui il Comune l’aveva lasciata prima dell’arrivo delle dirigenze bolognesi.

Sarebbe quindi opportuno intraprendere, prima di tutto, una strada di valorizzazione del patrimonio artistico – culturale – turistico – produttivo che essa rappresenta, rendendola quindi nuovamente un’Accademia con la A maiuscola, sfruttata, promossa ed esaltata con ogni mezzo ed in ogni occasione utile.

Per ottenere questo, però, è indispensabile riuscire ad avere capacità di programmazione, lungimiranza e consapevolezza del calibro che l’arte, in ogni sua sfaccettatura, potrebbe regalare a questa nostra spenta città.

Noi continuiamo a crederci e lo faremo anche quando l’onda mediatica si affievolirà e tutti si dimenticheranno di nuovo che in città c’è una delle più importanti Accademie italiane.

 

Apertura nuove Farmacie: Fosso Ghiaia ne Avrebbe Seria Necessità

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Con la liberalizzazione del 2012 nella nostra Provincia si aprì lo spazio per altre 15 farmacie. Come si evince dal Carlino di ieri, 11 posti rimangono vacanti in quanto solo 4 farmacie sono state aperte.

Al momento, considerato che molte località non hanno approfittato della possibilità prevista dalla pianta organica, si passa ad un secondo “interpello”. Chiedo, a questo punto, agli imprenditori interessati, di valutare seriamente l’opportunità di aprire una farmacia a Fosso Ghiaia.

Il paese, che conta un migliaio di abitanti, è da tanto che spera nella possibilità di poter accedere ai farmaci in loco senza doversi spostare a Classe, o a Savio. L’opportunità è ancora più appetibile se si considera anche il passaggio di chi si reca a Mirabilandia, allo Zoo Safari o in località come Cervia e Milano Marittima.

Il 23 gennaio scorso anche il Consiglio territoriale di Ravenna Sud, nell’ambito della discussione sulle priorità relative al territorio di sua competenza, ha richiesto all’unanimità di considerare il paese della periferia sud della città, Fosso Ghiaia appunto, come sede di una farmacia, o al limite di un punto di distribuzione del farmaco.

Tenuto conto della carenza del trasporto pubblico in alcuni orari della giornata, la presenza di un punto farmaceutico, ma anche di altre attività commerciali, diventa un servizio essenziale per una località che conta molti anziani.

Auspico e spero, quindi, che dopo tanti anni di richieste, questa possa essere la volta buona.

Nuovo Palazzetto dello Sport: Sarebbe Ora

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Lo sport deve essere una parte fondamentale di Ravenna. Esattamente come la Cultura, lo Sport deve essere nell’aria che respiriamo, come l’ossigeno. Sport di alto livello e Sport dilettantistico sono legati profondamente e uno non può esistere senza l’altro, a meno che non si decida di limitarsi ad una programmazione del presente che magari può dare risultati importanti nell’immediato, ma che è destinata a spegnersi come un fuoco che non viene alimentato.

In ambito dilettantistico e amatoriale lo Sport svolge un ruolo importante di aggregazione oltre che di benessere fisico. Lo Sport è educazione e dovrà essere uno dei mezzi per trasmettere ai nostri giovani valori imprescindibili come lealtà, perseveranza, amicizia, condivisione e solidarietà, sfuggendo all’individualismo e all’egoismo. Lo sport deve essere per tutti.

Il ruolo del Comune sarebbe primariamente quello di favorire la pratica sportiva e una delle prime azioni da mettere in campo sarebbe proprio quella di realizzare una efficace e programmata cooperazione tra Comune, Provincia, Istituti Scolastici e Privati tesa a favorire la pratica dello sport.

Ma si sa che al momento parlando di “programmazione” cadiamo in un tabù argomentativo di non poco conto.

Siamo quindi assolutamente concordi e ci affianchiamo a Roberto Costa nel suo appello di richiesta di un nuovo pala sport, il quale, a nostro avviso, non dovrebbe essere solo una “cattedrale” per lo sport di alto livello, ma una struttura utilizzabile da tutti, a tutti gli orari, e senza i costi energetici del Pala De Andrè.

Un palazzetto dello sport che funga da palestra multifunzione oltre che da palcoscenico per le realtà sportive professionistiche, evitando loro di spostarsi in altre città.

Una struttura a moduli prefabbricati che possa ospitare varie discipline come ad esempio il Pala Panini di Modena o il 105 Stadium della vicina Rimini.

Un palazzetto dello sport che potesse ospitare, eventualmente, anche concerti importanti, grazie alla struttura predisposta all’acustica – evitando che la città si ritrovi costretta a chiudere strade a tutela del pubblico pagante per ascoltare – diventando un fulcro indispensabile di congregazione comunitaria, soprattutto giovanile, nonché meta di centinaia di persone anche da fuori città durante lo svolgimento degli eventuali show – siano essi sportivi o musicali – portando, quindi, perché no, anche a qualche pernottamento in più.

 

Tutto questo potrebbe essere raggiunto solo ed esclusivamente con la programmazione, la concertazione tra gli attori coinvolti e con il reperimento di sponsor privati, i quali, però, dovranno vedere nell’investimento un potenziale successo.

Ravenna potrebbe diventare un successo, anche se, al momento, il nebuloso stallo che la avvolge pare essere davvero fitto, in fin dei conti la nostra amministrazione ha promesso un beach stadium e su quello si focalizzerà.

Portate pazienza.